Monday, March 10, 2014

Tentazioni

Quando passi dalla sala d'aspetto e vedi che la televisione messa lì per ingannare l'attesa dei pazienti proietta Dirty dancing, che fare? Fermarsi lì a guardarlo condividendo con i pazienti i momenti topici del film o tornare a lavorare?

Johnny Castle che mi invita a fermarmi in sala d'aspetto.

Che poi mica è una situazione così infrequente...

Ricordo quando ero specializzanda e stavo frequentando per un periodo in Neurologia adulti. Con il medico strutturato siamo entrati in una camera per visitare una signora con emicrania cronica. Era un pomeriggio d'estate e questa signora era lì tranquilla che si guardava Sabrina su Rete4. Voglio dire, Sabrina.

Chi sceglierà Sabrina tra Linus e suo fratello David? La paziente non ha potuto scoprirlo...

Lo strutturato, senza chiederle scusa per l'interruzione, ha iniziato a visitarla. Io, qui lo confesso, non ricordo nulla della visita, ma ho in mente precisamente la scena che abbiamo interrotto e mi è spiaciuto per la signora.

Un'altra volta, forse la più memorabile, dovevo visitare una coppia di fratelli con una specializzanda più anziana di me, bravissima, oggi ricercatrice di alto livello. Una di quelle che i professori portavano ad esempio per noi nuove leve e da cui io, di conseguenza, cercavo di carpire il più possibile. Ci apprestiamo a visitare questi due fratellini, e sul letto di uno dei due c'era uno xilofono di plastica, di quelli che quando schiacci i tasti spuntano pure degli animaletti. La mia mentore, per rompere il ghiaccio con i due bambini, inizia a battere due tasti sullo xilofono. Solo che poi si lascia prendere. Ecco, credo che abbiamo passato due o tre minuti a sentire lei con lo xilofono. Io mi chiedevo se ci fosse una qualche valenza diagnostica di fondo nell'atto; la mamma dei due bambini la guardava chiedendosi probabilmente la stessa cosa.

Io penso che la professione medica sia piena di tentazioni.

Sunday, March 9, 2014

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Grazie nonno per avermi dato le radici
e la terra.

Grazie per avermi insegnato che la terra ci resiste
soprattutto quando è bruciata dal sole.

Grazie per avermi mostrato la fatica fisica
e i segni che quella e il sole lasciano sul viso con gli anni.

Grazie per avermi insegnato il silenzio.

Grazie per i tuoi occhi verdi che volevano avere il controllo su tutto.

Grazie per il dolore nascosto tuo e della nonna,
nell'aver visto partire prima i tuoi figli e poi i tuoi nipoti.

Ora vorrei riportarti alla Tallarita
perché e lì che tu appartieni
e con te, noi tutti.




Thursday, March 6, 2014

Dentro e fuori

Perché soffermarsi su quel che ancora, a marzo, è appeso fuori dalla finestra...



...quando al di qua del vetro sono comparsi questi?!?





Ringraziamenti
Grazie al Fedi che è arrivato l'altra sera con questi in mano e Sandro Miciotti al suo fianco. E io ho subito notato Sandro, perdendomi i fiori.
[Da dove provengano dei tulipani comprati a Montreal, il 5 di marzo, resta da scoprire... Sudamerica?]
Addendum: i tulipani provengono da un'azienda agricola di Prince Edward Island che d'estate coltiva patate e d'inverno tulipani. Questa non me l'aspettavo.

La legge dell'appartenenza

Questa terra, come la Ionia di Eraclito e Anassagora, è magica,

e richiama sempre coloro che gli appartengono,

come se esercitasse un diritto.

La legge dell'appartenenza.

                        
                                                Manlio Sgalambro, da Perduto Amor, 2003




Monday, March 3, 2014

Il raffreddore

Da qualche anno ho trovato una piccola consolazione nel prendermi il raffreddore. 
Quella di poter cantare questa eccezionale canzone, l'unica di Jovanotti che mi sia mai piaciuta ;)

Così ogni volta che sto come oggi, anch'io mi unisco a Che Guevara e Mandela e grido "No al raffreddore!".



P.S. La strofa rappata alla fine è qualcosa di notevole.

Sunday, March 2, 2014

Inno alla Materia


Si racconta che Pierre Teilhard de Chardin, paleontologo e antropologo, mentre era nel deserto, abbia sentito la pietra su cui aveva posato la testa per dormire viva e piena della presenza stessa di Dio ed abbia composto questo inno alla Materia

Benedetta sii tu, aspra Materia, sterile gleba, dura roccia, tu che cedi solo alla violenza e ci costringi a lavorare se vogliamo mangiare.  

Benedetta sii tu, potente Materia, Evoluzione irresistibile, Realtà sempre nascente, tu che, spezzando ad ogni momento i nostri schemi, ci costringi ad inseguire, sempre più oltre, la Verità.

Benedetta sii tu, universale Materia, durata senza fine, Etere senza sponde, - triplice abisso delle stelle, degli atomi, e delle generazioni, tu che travalicando e dissolvendo le nostre anguste misure, ci riveli la dimensione di Dio.

Benedetta sii tu, mortale Materia, tu che, dissociandoti un giorno in noi, c’introdurrai necessariamente nel cuore stesso di ciò che è. Senza di te, o Materia, senza i tuoi attacchi, senza i tuoi strazi, noi vivremmo inerti, stagnanti, puerili, ignoranti di noi stessi e di Dio. Tu che ferisci e medichi – tu che resisti e pieghi – tu che sconvolgi e costruisci – tu che incateni e liberi – Linfa delle nostre anime, Mano di Dio, Carne del Cristo, o Materia, io ti benedico.

Pierre Teilhard de Chardin
Trad. A. Daverio


E proprio oggi si sentivano queste parole sulla Materia, intrise però di tenerezza per l'uomo che con quella materia si deve confrontare tutti i giorni:
"Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?

Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.
Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 
Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi?

Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena".
dal Vangelo secondo Matteo

Feliz cumpleanos, Mafalda querida!


Cinquant'anni e non sentirli.

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