Monday, August 24, 2015

Involtini di melanzana

Da quando siamo rientrati dalla Cina, mi sono rimessa ai fornelli, con mia enorme gioia, visto che cucinare mi piace, mi rilassa e mi manca da morire quando non posso farlo.
L'unica differenza, tra il prima e dopo Cina, sono quei comodi 15 kg che mi devo portare addosso mentre sto in cucina. Pare infatti che al Sig. Tenace non ci sia nulla che interessi più del cibo, in ogni sua forma: dall'ammirazione per la dispensa alla curiosità per me che preparo da mangiare. 
Di conseguenza, ci si deve aggiustare e si deve imparare a cucinare con lui in braccio o in piedi su uno sgabello, in versione avvoltoio sul cibo. Le due posizioni hanno entrambe i loro pro e contro: con lui in braccio, posso usare una mano sola e soprattutto ho questo "peso" sullo stomaco, ma lo tengo più sotto controllo. Con lui sullo sgabello, ho due mani libere, ma le mani libere le ha pure lui, che sono lestissime nell'afferrare qualunque roba edibile e gli utensili più pericolosi. 
Con il Teodolindo, ci dicevamo che il prossimo programma tv culinario potrebbe essere "In cucina con il Sig. Tenace", dove i concorrenti devono preparare piatti con l'incognita degli ostacoli procurati dal Sig. Tenace: prima prova, il Sig. Tenace sta in braccio al concorrente mentre questo deve affettare le verdure. Penalità previste per dita o mani infantili amputate. Seconda prova, il concorrente deve friggere le polpette prima che il Sig. Tenace si mangi tutto l'impasto crudo (fatto realmente accaduto, o quasi). Terza prova, questa volta per cameramen e regista, si deve cercare di riprendere il piatto evitando che parti del corpo del Sig. Tenace, in particolare dita, mani o bocca, entrino di straforo nell'inquadratura. E cosi' via. Penso avrebbe successo (autori tv che leggete, se interessati, contattatemi). 

Il tempo di una foto, e il Sig. Tenace scava con il dito il ripieno dell'involtino.

Le mie ricette si stanno modificando in relazione alle suddette limitazioni fisiche e questi involtini sono uno dei primi risultati. Sono stati letteralmente spazzolati dal Sig. Tenace e dal Teodolindo, quindi io non posso riferire se fossero buoni, però il Teodolindo ha detto che erano ottimi e che le erbe davano un tocco di freschezza. Fidiamoci. Le dosi sono state assolutamente ad occhio.

Per una decina di involtini
una melanzana, tagliata a fette per il lungo
due -tre cucchiai di ricotta
una manciata di mandorle
maggiorana
basilico
menta 
Riusciranno i nostri eroi a finir di preparare gli involtini?

Friggere le fette di melanzana. Io uso metà olio di oliva e metà olio di semi di girasole. Scolarle dall'olio, salarle e lasciarle intiepidire. 
Intanto preparare il ripieno, tritando le mandorle e qualche foglia di basilico, menta e maggiorana, secondo il proprio gusto. Aggiungere la ricotta e un po' di olio extra-vergine di oliva, per amalgamare meglio. Salare e pepare a piacere. 
Preparare gli involtini spalmando un cucchiaino di ripieno nella fetta di melanzana fritta e poi avvolgendo la fetta su se stessa. Servire tiepidi. 

Ce l'ha fatta. E' riuscito a rubarmi il basilico.

Friday, July 31, 2015

C'è un bambino nell'altra stanza

Siamo arrivati a casa. Il Signor Tenace, il Teodolindo ed io.

Dal giorno del rientro, il Signor Tenace si sta chiedendo perché caspita si trovi dall'altra parte del mondo, in luoghi e ambienti sconosciuti, tra rumori, odori e sapori ignoti, in mezzo a gente diversa tra cui riconosce solo il bel biondino e la graziosa morettina che un giorno di due settimane fa l'hanno incontrato in Cina e non l'han piu mollato. Tenendo fede al suo nome, il signorino esprime tenacemente le sue perplessità ed inquietudini rispetto alla situazione attuale con multiformi manifestazioni di rabbia, pena e disappunto. Tutte pienamente comprensibili, visto il contesto.
A parte i momenti di sconforto, il Sig. Tenace è adorabile, molto simpatico, ed è già salito sul podio della classifica delle persone che più mi fanno ridere al mondo.

Il Teodolindo ed io viviamo in uno stato che va dall'incredulità tipo "Ma che caz...??!" all'inesprimibile meraviglia, stato che ben si riassume in quanto capitato la seconda sera dopo il nostro rientro a Montreal:
Io, già a letto esausta, vedo entrare in camera il Teodolindo con occhi sbarrati:
"Oh, Robi, c'è un bambino nell'altra stanza!"
"Sì, caro, è nostro figlio. Vieni, riposa un po' che ne hai bisogno."




Durante il viaggio ho tenuto un diario che inviavo alle nostre famiglie. Ne condividerò alcune pagine qui prossimamente. Da parte del Teodolindo e mia, un grazie di cuore a tutti quelli che hanno avuto pensieri per noi in queste settimane.

6 novembre 2016: aggiornamento
Dopo alcune riflessioni, ho deciso di cancellare i post relativi al nostro viaggio in Cina durante il quale siamo diventati i genitori del Sig. Tenace. Quelle pagine appartengono a lui, fanno parte della sua storia, la più intima, e oggi ritengo che non sia mio diritto condividerle pubblicamente. Grazie comunque a chi le aveva commentate e ci aveva seguiti con affetto in quei giorni.

Friday, July 10, 2015

Si parte

Allora noi si parte.
Sarà uno di quei viaggi che marcano un cambiamento,  e io mi sento pronta a cambiare.

La solita, amata, Louise Bourgeois, 2001 (moma.org)

Sunday, July 5, 2015

Lemon pancakes

Ogni volta che mi avanza un po' di ricotta, o meglio, che avanzo di proposito un po' di ricotta, so che è il momento dei pancakes al limone perché, come si legge nella bibbia della colazione*

"These pancakes make you sit up and take notice"



parafrasando, son così buoni che non puoi non imparare a farli. Subito. Ma la loro caratteristica distintiva, più che la bontà, è l'essere soffici e scioglievoli. Una nuvola profumata al limone.

La ricetta è talmente semplice, poi, che si impara a memoria e la difficoltà maggiore per me consiste nel dover prendere lo sbattitore per montare a neve gli albumi, aggeggio che si trova in un ripiano della cucina accessibile solo al Teodolindo o a me in piedi su una sedia. E con questo ho detto tutto: non ci sono scuse per non provarli.

Per due persone
2 uova, ovviamente felici
due cucchiai di farina (per me uno di sorgo e uno di tapioca)
un cucchiaio raso di zucchero di canna
la buccia grattugiata di mezzo limone
un cucchiaio di succo di limone
tre cucchiai di ricotta o mezza tazza, secondo i gusti
burro per la cottura

Separare i tuorli dagli albumi.
Montare a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale. Mescolare i tuorli con zucchero, farina, ricotta, scorza e succo di limone. Incorporare gli albumi montati a neve all'altro composto che alla fine deve risultare molto spumoso, così


Scaldare in una padella una noce di burro. Quando sfrigola, versare due cucchiaiate di composto e far cuocere due minuti, non di più. Il composto deve essere ancora morbido quando lo si gira. Far cuocere dall'altro lato un minutino appena.

Prima da un lato                                     poi dall'altro


Continuare fino ad esaurimento del composto. Io, per far prima, uso una padella piuttosto larga e ne cuocio due per volta.




Servire quando sono ancora caldi, irrorando con sciroppo d'acero abbondante.


Si sciolgono in bocca. Letteralmente.





*"The breakfast book" di Marion Cunningham. Ne avevo già parlato qui.

Thursday, July 2, 2015

Al lago

Qualche giorno fa il Teodolindo ed io ci siamo concessi un fine settimana en amoureux. L'atmosfera che lo ha preceduto, così come quella che lo ha accompagnato, aveva un sapore strano: quello dell'ultimo melone dell'estate, quando sai che dovrai aspettare un bel po' prima di gustarlo di nuovo, ma allo stesso tempo sai che ti aspettano le zucche, e le mele, e chissà quanta altra roba buona che arriverà nei mesi successivi.

Per la scelta della destinazione del nostro ultimo fine settimana da soli, prima dell'arrivo del signor Tenace, non ci sono stati dubbi: il lago Sacacomie.

guardando di qua...

...e guardando di là.

Immerso tra le foreste, l'unica traccia umana attorno a tutto il lago è l'omonimo albergo in cui noi abbiamo dormito.

Han cercato di contenere l'impatto ambientale, ci han provato, poi che ci siano riusciti...

Al Lac Sacacomie il Teodolindo ed io ci siamo dedicati alle nostre attività preferite quando siamo in vacanza in luoghi remoti: mangiare, bere, giocare a carte.
E poi quell'altra cosa. Quella che al Teodolindo piace tanto fare, almeno quanto a me piace fingere di apprezzare. 

Remare. 

Pur remando, sono riuscita a scattare una foto.
Anche due.

I differenti approcci alla canoa e al mondo del remo hanno comportato che il tragitto percorso con la nostra imbarcazione fosse all'incirca il seguente:



dove i giri in tondo documentano i momenti di anarchia in cui non riuscivamo a metterci d'accordo su dove andare e lo zig zag sulla via del ritorno illustra la fase in cui il Teodolindo si è ammutinato e ha deciso che avrei dovuto remare un po' io. Poi, avendo io sposato un gentiluomo, nonostante l'ammutinamento ha continuato a ripetere: "Stella, però dimmelo se sei troppo stanca e vuoi che ricominci a remare anch'io!", cosa che è avvenuta nell'ultimo tratto rettilineo per giungere a riva. 

Due cuori e una canoa. 







Monday, June 22, 2015

Bollicine canadesi


E chi l'avrebbe mai pensato che delle bollicine fatte in Ontario, nella penisola del Niagara, potessero essere così buone?
Erano il regalo della mia wine tasting buddy, colei con cui ho fatto il corso di degustazione, per l'arrivo del Signor Tenace, poiché, ricordiamocelo, uno degli enormi vantaggi di questa dolce attesa e che l'alcol non mi è precluso ;)

Questo vino si chiama Handsome Brut e io ancora non mi abituo all'immagine con cui questi vini del Nuovo Mondo vengono presentati: nomi che sono giochi di parole, etichette che sembrano copertine del New Yorker e descrizioni che in questo caso recitano
"Sparkling personality. Dry wit."

Senza contare che sul sito si trovano frasi come "Get out of the way, Champagne!" e immagini come queste (didascalia inclusa):

"Handsome brut 1 / Champagne 0"




Però poi stappo la bottiglia, verso, annusiamo, assaggiamo e mannaggia a loro! Son capaci di fare bollicine mooolto buone!


Per le note finto-tecniche, visto che ho tirato fuori fior di dollari per 'sto cavolo di corso: uve 100% chardonnay, vinificate con metodo classico, riposo sui lieviti per 24 mesi. Non sto a dire se abbiamo odorato brioche o mela o agrumi o sentito salinità, che tanto noi ce lo siamo bevuto tutto, 'sto Handsome Brut, e il fatto di aver svuotato la bottiglia, complice il sole delle sette di sera e l'arietta fresca del terrazzo, è a mio avviso il miglior indice di quanto un vino sia buono.

E saran pure canadesi, e tireran pure dentro l'hockey anche per parlare di chardonnay, ma intanto il vino gli è venuto una meraviglia.

Se vi capita, compratelo e scolatevelo.

Tuesday, June 16, 2015

I bambini fortunati

Ultimamente ci capita una cosa strana.
Quando raccontiamo a conoscenti, amici e familiari la lieta notizia dell'arrivo del Signor Tenace, uno dei commenti più frequenti che riceviamo è il seguente:
"È un bambino fortunato!"

a cui noi reagiamo più o meno così:



Ora, il Sig. Tenace ha poco più di due anni, trascorsi quasi interamente in un orfanotrofio cinese se si fa eccezione per i suoi primi tre giorni di vita, ha già conosciuto un reparto di chirurgia pediatrica per un intervento al volto, peraltro solo il primo di tre cui dovrà sottoporsi prima dell'età scolare, e si porta dietro un altro non piccolo problema di salute. Ecco, il Sig. Tenace non rientra propriamente nei nostri canoni di bambino fortunato, ma evidentemente esistono opinioni diverse.
Poi c'è quel pensiero fastidioso, quel presentimento che se, anziché del Sig. Tenace, noi avessimo annunciato l'arrivo di un bambino dalla mia pancia, questo commento non sarebbe stato così ricorrente. Forse questo presentimento deriva dal fatto che io non ricordi di essermi mai congratulata con coppie di neogenitori per il loro neonato figlio usando l'aggettivo "fortunato", e dire che io sono piuttosto fantasiosa in termini di aggettivi per bambini e che quasi tutti quei bambini erano oggettivamente più fortunati del Sig. Tenace.

Quindi, esattamente, di cosa stiamo parlando?

In questi frangenti io devo soffocare il mio istinto a rispondere di getto, perché altrimenti la mia risposta assomiglierebbe molto a qualcosa del genere
Spero tu non voglia insinuare che il Sig. Tenace debba baciarsi i gomiti per il fatto che noi due lo adottiamo e che quindi per lui è tutto grasso che cola quel che riceverà visto che noi già gli facciamo 'sto gran favore di sottrarlo alla miseria, poiché nulla gli era dovuto, e di conseguenza è già in debito con noi tutti. 
Ma, come il Teodolindo mi fa notare, io da qualche settimana mi sono trasformata in Raksha, la Mamma Lupa del Libro della Giungla che diventa una belva quando le si minacciano i cuccioli, siano essi lupetti o cuccioli d'uomo.

Raksha, la Diavola, affronta Shere Khan solo perché questa voleva mangiarsi Mowgli...


Quindi, preso atto della trasformazione avvenuta e di quanto io mi pentirei e vergognerei per parole mosse solo dall'istinto di protezione e non da un'analisi reale della situazione né tanto meno delle intenzioni di chi quel commento l'ha pronunciato, lascio sempre la parola al Teodolindo:

Caro amico,
grazie mille per la tua mail; è bello sentire vicini gli amici!
Non ti nascondo che però le tue parole mi hanno fatto pensare... Il Sig. Tenace è un bambino fortunato ad averci? No, io penso di no, i fortunati siamo noi! Lui riacquista solo un suo diritto, che è quello di avere due genitori che si prendano cura di lui, colmandolo di ogni attenzione e di amore. Torna semplicemente ad avere quello che gli spetta come essere umano e come bambino; non possiamo dire che sia fortunato. È suo diritto essere amato fisicamente e non solo da lontano o nel cuore, come sicuramente staranno facendo i due genitori biologici, obbligati - probabilmente per motivi politici e legislativi - a lasciarlo perché altri se ne prendano cura.
Ecco, forse questa è la sua fortuna: io e Roberta saremo un secondo papà e una seconda mamma e ci uniremo ai primi due nell'amarlo ogni giorno della nostra vita. Io penso che avere comunque quattro genitori che ti pensano, che ti vogliono bene e che a loro modo pregano per te sia una fortuna.  Purtroppo per lui di questi 4 genitori, ne conoscerà solo 2. Io e Roberta, dei quattro, siamo i suoi genitori fortunati.
Io mi sento fortunato perché ogni giorno che vedo i suoi video imparo cosa sia la voglia di vivere in mezzo alle difficoltà, il bisogno di essere combattivo ogni giorno (è la traduzione del suo nome) per sopravvivere. Lo ammiro e gli devo tanto, perché per ora da lui ho solo ricevuto. Quello che riceverà da noi, quindi, non è perché è fortunato ad avere noi, ma solo perché se lo merita in quanto bambino; anzi, se si potesse andare a prenderlo subito non sarebbe male... è già in credito con la sorte!
Un abbraccio,
F.

E bon, io leggo questa e-mail e sono felice di aver sposato il Teodolindo.