Friday, April 8, 2016

Just beyond my front door

Così si chiama l'effetto vissuto dalle famiglie adottive transrazziali che consiste nel suscitare facili commenti in chiunque si incontri non appena varcata la soglia di casa.
Tra l'altro, pare che i bambini adottati vivano con disagio tanto i commenti negativi (es. "Devi ringraziare i tuoi genitori che sono venuti a tirarti fuori dalla merda!", rivolto al Sig. Tenace da una signora mentre eravamo fermi ad un semaforo, in bici) quanto quelli per modo di dire positivi (es. "Dalla Cina? Ma allora diventerà un eccellente violinista o un ingegnere informatico!"). In altre parole, la sofferenza è creata dall'essere costante oggetto di commenti, più che dal contenuto dei commenti stessi.  D'altra parte, è arcinoto il desiderio di bambini ed adulti adottati tramite adozione transrazziale di potersi semplicemente mischiare alla folla.




Fin dal ritorno dalla Cina, il nostro magico trio familiare era pronto a dover affrontare ogni sorta di commento da parte di conoscenti o passanti.
Non avevamo però considerato che l'effetto Just beyond my front door può assumere caratteri particolari in una città come Montreal, che fa della multiculturalità una bandiera. Qui capita di frequente di essere sull'autobus e di notare persone a cui non si riesce bene ad assegnare una razza, probabilmente perché derivano da un mix di più razze e io l'ho sempre trovato affascinante.
Non avevo però mai pensato che potessimo noi essere oggetto di quegli stessi sguardi. Se è vero che probabilmente in Italia la nostra coppia sarebbe facilmente identificata come mamma-figlio adottivi, con conseguenti esternazioni, quando vado in giro da sola con il Sig. Tenace per Montreal più di una volta ho ricevuto il commento:
"Siete peruviani, vero? O cileni?". 
Peruviani? Cileni? Io e il Sig. Tenace?
Poi capisco: io, piccola brunetta dai tratti mediterranei potrei sembrare ispanica e i lineamenti asiatici del Sig. Tenace vengono presi per andini, ergo l'unico gruppo etnico in cui entrambi possiamo rientrare insieme si situa in Sudamerica.

Il Sig. Tenace ed io, in tutta la nostra somiglianza fisica


Quando siamo in giro tutti e tre, le cose si complicano. In effetti il trio "spilungone dalle sembianze teutoniche + morettina mediterranea + bambino asiatico" non rientra in nessuna razza o gruppo etnico noto e l'ipotesi mix razziale non funziona.
Gli sguardi interrogativi allora chiedono aiuto alle orecchie, cercando nelle nostre voci indizi che possano chiarire la nostra appartenenza, ed è a questo punto che i punti di domanda anziché trovare risposte, diventano ancora più grandi.
Ecco quindi che, con nostra enorme sorpresa, il commento in assoluto più frequente che riceviamo da otto mesi a questa parte è
"Ma che lingua parlate?!"

Mai ce lo saremmo aspettato. Ovviamente la nostra risposta è "italiano", al che, di nuovo, gli sguardi interrogativi che cercano di piazzarci in qualche parte nel mondo, non trovano risposta e di solito l'interlocutore conclude con "Ah." e resta perplesso.
Io a volte mi chiedo se queste persone si domandino se per caso non esista un qualche staterello - che ne so, un principato sui monti Urali - in cui si parla italiano, abitato da un tale mix di tratti somatici. Poi dipende dalle circostanze, a volte diamo qualche informazione in più, giusto per soddisfare le curiosità (siamo italiani, ma viviamo qui, e lui è di origine cinese), altre volte lasciamo l'estraneo alle sue ipotesi.

Quel che è certo è che il Teodolindo ed io siamo contenti di condividere con il Sig. Tenace le attenzioni e i commenti. Avrei detestato che fosse da solo a gestire questa sensazione ed invece credo che alla fine sia buona cosa per lui e per noi vivere insieme questo fenomeno, questo sentirsi inclassificabili, che no, non è simpatico, ma d'altra parte sembra essere inevitabile.




[Per chi volesse approfondire l'argomento, due spunti:

-l'articolo pubblicato sull'American Journal of Community Psychology

-"The hardest part about growing up as a transracial adoptee"]

17 comments:

  1. Per la nuca caschettonero vestita tale madre tale figlio per il resto è presto detto: la nonna camera del Teodolinda sposò, in seconde nozze, un suonatore di flauto di pan andino durante una sua turne' in Italia, si trasferirono poi a vivere in Islanda , dove diedero alla luce un figlio che si sposò con una invito generando il Teodolindo, che poi sposò te che avevi un ascendente compagno di viaggio di Marco Polo che insieme agli spaghetti e ai fuochi d'artificio portò in Italia una moglie cinese, gli occhi a mandorla sono ricomparsi, saltando una generazione, in ogni discendente maschio. Presto detto

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    1. Odio il furbofono :camera =materna, invito =indio

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    2. Errore nuovamente invito =inuit

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    3. Amanda, questa serie di commenti e' esilarante! :-D

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  2. Caspita ho pigiato per errore invia senza rileggere, non avevo nemmeno fatto uno straccio di albero genealogico di prova per vedere se tutto quadra, adoro fare alberi genealogici

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  3. MI ci ritrovo assai, anche se sono sicura che il vostro trio spicchi molto piu' del nostro, e catalizzi molta piu' curiosita' :) Da noi il fenomeno e' inverso: avendo il Grinta geni russi e occhi verdi, quando vaghiamo in 3 NESSUNO domanda nulla... ma io e lo Gnomo assieme, soprattutto nella banliu' a predominanza araba e asiatica, siamo un binomio bizzarro anzicheno. Ci e' capitato piu' volte ormai di essere fermati e "riconosciuti" da estranei ("Vi ho gia' visto ai giardini/in biblioteca/al parco quel giorno li'...) e tutte le volte io mi complimentavo per la memoria visiva, e tutte le volte mi rispondevano: "no no... non ti avrei mai riconosciuta da sola, eh, ma mi ricordo di te con lui, perche' te sei tutta scura e lui tutto cosi' chiaro!"

    Alice mimetizzatrice (fallita, ma va bene cosi'! )

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    1. Si', in Francia posso immaginare che i commenti siano quelli, soprattutto in banlieu. Vedremo poi i commenti dei Princetoniani, neh?

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  4. P.s. Comunque super educati e discreti i Montrealesi! Qui si usa un molto piu' diretto: "ma da dove venite?!" accompagnato da un: "... che biondino... scommetto che e' tutto il papa', vero?!"

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    1. Assolutamente super educati, nella maggior parte dei casi.

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  5. Ma scusa, nelle grandi città la gente non si fa i fatti suoi?!

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  6. ...come ti capisco?! noi-2 maialini, un limoncino e un cioccolatino- ce ne sentiamo dire di tutti i colori!
    Ma una delle più belle, e neppure molto infrequente è:"ma i due fratelli li avete adottati insieme?"
    Certo, erano fratelli, ma uno abitava in Vietnam e uno in Etiopia!!!!!!....ed anche con sta risposta li vedi poco convinti
    Michela

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    1. Ciao Michela! Quella dei due fratelli e' bellissima (se non fosse che immagino il nervoso!!) :-D

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  7. Scusa, ma seriamente il "Devi ringraziare i tuoi genitori che sono venuti a tirarti fuori dalla merda!", rivolto al Sig. Tenace da una signora mentre eravamo fermi ad un semaforo, in bici?? A Montréal? È allucinante!

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    1. Silvia cara, si'. Per la precisione, angolo St. Denis-Laurier, donna sui 60 anni con capello corto rosso menopausa e accento mooolto quebecois. Quindi ti devi immaginare un "T' dois dire merci a tes parents qui sont venus t' tirer d'la marde!"
      Allucinante e' la parola giusta.

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