Monday, March 27, 2017

Mangiare da soli - capitolo III


You’re organizing a literary dinner party. Which three writers, dead or alive, do you invite? 

None. I would never do it. My idea of a great literary dinner party is Fran, eating alone, reading a book. That’s my idea of a literary dinner party. When I eat alone, I spend a lot of time, before I sit down to my meager meal, choosing what to read. And I’m a lot better choosing a book than preparing a meal. And I never eat anything without reading. Ever. If I’m eating an apple, I have to get a book.


[Dall'intervista a Fran Lebowitz apparsa sul NY Times]





Che magnifica idea. Un literary dinner party da sola. Scegliere il libro mentre si prepara la cena, poi sedersi a tavola, da sola, mangiare e leggere. Adoro.



PS Nella stessa intervista, sensazionale la risposta alla domanda "Se potessi costringere il Presidente (Trump) a leggere un libro, quale sceglieresti?"
"It would depend on who’s reading it to him."
:-D

7 comments:

  1. Non riesco a leggere mangiando mangiare e leggere richiedono la mia dedizione totale

    ReplyDelete
    Replies
    1. Amanda, perche tu sei una persona seria. Io sono quella che fa due robe insieme sapendo che le farà entrambe male.

      Delete
  2. Ciao arrivo (di rimbalzo) da casa di Amanda!

    Mi piace qui, si sta bene. Con un po' di tempio leggerò.
    Mi sento talmente a mio agio da dirti subito, senza vergogna, che è meglio che io non faccia altro mentre mangio.
    Di rado, per fortuna, ma mi capita di trovarmi assorta non so come in chissà che pensieri...e non centrare la bocca col bicchiere.
    Pianto con non chalance il bordo nell'incavo del mento e verso.
    Ovviamente le probabilità che ciò accada aumentano se nel bicchiere c'è vino rosso ed io indosso abiti chiari, nuovi o appena appena lavati
    Ma quella dicono sia colpa di Murphy e quindi non me ne curo!)

    ReplyDelete
  3. Mitica Fran. Anch'io leggo sempre mentre mangio, e infatti i miei libri hanno sempre qualche chiazza di unto sulle pagine. Per questo in genere preferisco mangiare leggendo il New Yorker, i cui numeri sono equamente distribuiti fra la sala da pranzo (macchie di unto) e il bagno (pagine arricciate dall'umidità).

    ReplyDelete