Saturday, May 14, 2016

Due bottiglie

E riprendiamo con le recensioni vinicole cazzone, ché su queste pagine non se ne vedono da un bel po'. 
Recentemente ho avuto un coup de foudre per due bottiglie, o meglio per due vini di cui ci siamo aperti più bottiglie ;).

Piccola premessa: prima di spostarci in Canada, noi si beveva solo italiano e in modo ancora più ignorante di adesso. Gli assaggi di vini prodotti fuori dal suolo italico erano rarissimi e, anche per quanto riguardava il bere italiano, eravamo molto limitati al territorio di appartenenza - Piemonte, Sicilia e un po' di Oltrepò Pavese- e andava bene così. 
Ma gli orizzonti si possono allargare e se ne guadagna sempre.
Comprare un vino a Montreal significa non avere pregiudizi o sciovinismi. Certo, si nota un debole per la Francia, essendo territorio francofono, ma non ci sono dubbi che si possa attingere da tutte le regioni vitivinicole del globo in egual misura. In un primo tempo ci siamo sentiti spersi, poi ci abbiamo preso gusto. Letteralmente.
Questi sono due vini francesi.

Domaine Barmès-Buecher Trilogie 2014



Occasione di degustazione: riunione con i vicini di casa alle ore 18 di un mercoledì per decidere i lavori urgenti alle fondamenta dell'edificio. Dopo dieci minuti, già non si parlava più di piloni e preventivi, ma tutti facevamo apprezzamenti sul vino e io tiravo fuori dal frigo un cheddar affumicato perché secondo me ci si sposava a meraviglia. 
Risultato: il giorno dopo la vicina del primo piano è andata a comprarsene due bottiglie e noi abbiamo fatto la stessa cosa pochi giorni dopo. I lavori alle fondamenta devono ancora iniziare ed è passato un mese e mezzo.
Durata della bottiglia: mezz'ora. In quattro persone. 
Giudizio globale: Sorprendente. Lo assaggi e dici: "Uhm, ho capito, però aspetta un attimo", allora ne bevi un altro sorso e dici: "Uhm, no, sembra diverso rispetto a prima, aspetta ancora un attimo". Chiaro, no?

Note più serie: il vino è prodotto dalla famiglia Barmès-Buecher, ben conosciuta in Francia e all'estero per l'uso esclusivo di agricoltura biodinamica e per l'amore e rispetto viscerali che nutre per il territorio. Gente dimessa, non sta sotto i riflettori, ma si fa conoscere per il lavoro serio. Il loro nome è una garanzia. Negli anni abbiamo imparato che quando vediamo un'etichetta Barmès-Buecher la si compra e si hanno sempre sorprese positive.


Pureté de Silex Crémant de Loire



Occasione di degustazione: un venerdì sera, tête à tête io e il Teodolindo mentre il Sig. Tenace è già tra le braccia di Morfeo, dopo una giornata a dir poco impegnativa per tutti e tre. Io apro la bottiglia, il Teodolindo prepara il tagliere di formaggi con parmigiano, cheddar Avonlea, gruyère. Il vino lo conosciamo già dallo scorso anno ed è sempre una certezza, quindi sappiamo che darà il massimo con formaggi sapidi e "granosi". 
Durata della bottiglia: non ricordo... Non l'abbiamo finita quella sera, ma di sicuro non è durata fino alla domenica.
Giudizio globale: Ahhh. Nient'altro da aggiungere. Un crémant che però è bello minerale. Godibile. Adoro. Ne vorrei una cassa. Se lo trovate, compratelo ad occhi chiusi.

Note più serie: prodotto da Vincent Girault, proprietario di Château Gaillard dal 1978, convertito completamente ad agricoltura biodinamica.


1 comment:

  1. come mi piacciono le tue recensioni enologiche! :)

    ReplyDelete